Altro che Trump, altro che Berlusconi

22-01-09-italiaoggiTrump quando ha vinto,  mio figlio è stato tutta la notte sveglio per seguire la maratona. La mattina dopo, quando mi ha telefonato, incupito nella voce dalla vittoria di quella specie di Berlusconi statunitense, gli ho detto che se me lo avesse chiesto gli avrei ricordato che la vittoria di Trump era un pronostico più che certo. Mai fidarsi dei sondaggisti amici della famiglia Clinton, dei giornalisti newyorchesi, degli uomini di spettacolo, degli illuminati scrittori e dei loro mentori: un coacervo di grande industria e finanza.
Questa gente, con la loro finanza selvaggia, i loro accordi capestro di libero scambio, hanno messo in ginocchio, non solo l’agrcoltura europea, ma quella degli stati federali che compongono la gran Belt americana.
In quegli stati: agricoltori, artigiani, piccoli imprenditori e commercianti, sono stati rovinati da aperture di mercati e concorrenza sleale sui prezzi dei prodotti di base.
Per quello a loro è andato bene Trump: uno ricco che i dollari “Gliene escono dagli occhi”, ma palazzinaro, prima di tutto. Avrà fottuto le tasse migliaia di volte, ma lui campa dal prezzo delle case e dalla vendita immobiliare… e se le case si svalutano in Minnesota a lui, inteso come Trump, entra di meno in saccocia.
Perciò a Trumpi, andare contro le multinazionali, il libero mercato, i finanzieri d’assalto, quelli che producono fuori nei paesi terzi o contro gli ultimi della terra che da clandestini entrano negli Stati Uniti e lavorano a metà prezzo, rompendo antichi equilibri sindacali, non produce nessun problema. Anzi!
I nemici degli agricoltori sono invece quei fighetti saccenti della sinistra radical americana. Gente che vive in città e hanno il problema di dimostrare che loro con Trump e quando mai!… Solo che anche “loro” sono ricchi e vivono più o meno come il loro antidemocratico e poco liberal nemico: hanno camerieri filippini, il giardiniere messicano e il segretario nero.
Anche loro come Trump, ogni tanto si concedono una pacca sul culo rivolta a qualche esordiente in cerca di visibilità che freme nel farsi “impaccare”, sperando che dandola a qualcuno di loro si risolva i problemi economici come quelli di status. Monica Lewinsky è per questo che ha fatto storia. Lo sanno tutti.
I radical, a parte qualche anima pia almeno passabilmente onesta, condannano Trump in pubblico, ma in privato sanno che per la maggior parte dei loro connazionali quegli argomenti sono stupidaggini.
In pratica, anche se molti si rifiutano di ammetterlo, ma la pensano come gli abitanti del Minnesota. Gente che tanti problemi ha, ma non quello mettersi dei dubbi su come trattare le mogli… o sul fatto di pensare se è giusto o meno avere un amante o dare una pacca sul culo a qualche cameriera piacente . Fatevi un giro da quelle parti e poi ne parliamo.
Trump, purtroppo ha vinto perché, come al solito, il narcisismo della sinistra di tutto il mondo, la sua voglia di fare la prima della classe (tralasciando ad altri i fondamentali dell’economia), ha generato questo nuovo mostricciatolo presidenziale.
Ma ricordiamoci che non tutti i mostri sono uguali: in America al potere ci vanno alternandosi: un giorno sono per Kennedy un altro per Reagan. In Europa, invece, avere le destre che comandano è più pericoloso. Quando beccano il bastone di comando, non ci stanno molto a deragliare verso la strada delle dittature pesanti, delle guerre e dei disastri umani. Andatevi per questo a leggere la storia del novecento.
Speriamo che qualcuno intelligente la smetta di perdere tempo in analisi salottiere su la pettinatura di Trump e si accorga che Orban o la Le Pen, sono – almeno per noi – molto, ma molto più pericolosi per le nostre libertà fondamentali .
Per adesso in questa specie di affare chiamato Italia, campa ancira con quel minimo di democrazia che non è stata intaccata. Per il resto speriamo bene… Ma se al potere ci fosse ancora questo squallore di Pd e dei loro cuginetti di centrodestra, Casa Pound rischia di diventare il primo partito italiano. Sfiga.


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