Ancora attacchi razzisti a Roma

Un immigrato del Bangladesh, proprio in quest’ultima settimana di marzo, è stato picchiato e derubato a Roma. Episodi di questo genere nella capitale italiana ne succedono di continuo e con aumenti impressionanti. In un mese gli immigrati del Bangladesh ne hanno denunciati una trentina. Ma se si dovessero segnalare quelli delle altre comunità si arriverebbe a oltre un centinaio di episodi al mese. Questi delitti contro le persone spesso non vengono denunciati. Non vengono denunciati soprattutto gli episodi di intolleranza verbale a cui si assiste quotidianamente: frasi, accenni, battutine che vogliono essere scherzose. Tutti questi atteggiamenti creano il terreno di cultura per gli atti di violenza.Il terreno per la non accettazione delle ragioni degli altri. L’Italia, che soffre a causa della sua economia malata, è al momento vivificata dal lavoro degli immigrati che oggi rappresentano oltre il dieci per cento del Pil in termini di fatturato e di tasse. Se oggi molti nostri pensionati possono ancora rimanere tali lo devono ai soldi in tasse che vengono versati dagli immigrati. I quali, peraltro, essendo percentualmente giovani, ancora non godono di quei contributi che stanno mensilmente versando. Come fare capire questi elementari concetti economici è un mistero. Gli immigrati servono e non sono di certo un peso per la macchina economica italiana. Sono anzi il contrario. Eppure vengono ancora picchiati, sbeffegiati e insultati. La stupidità dell’orrore non ha veramente mai fine.


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