il dovere di cura

Le nuove norme italiane per la repressione dei clandestini colpiscono l’obbligo del dovere di cura
I medici italiani sono preoccupati e sono convinti che con l’entrata in vigore del nuovo decreto sulla sicurezza rivolto agli extracomunitari saranno “obbligati” a denunciare i clandestini che si rivolgeranno per delle cure alle strutture sanitarie nazionali.
“Se dovesse passare l’emendamento di fatto noi medici che lavoriamo nel servizio pubblico saremmo obbligati a denunciare l’immigrato clandestino. I nostri uffici giuridici hanno studiato a fondo l’emendamento e anche il Ddl sulla sicurezza. I medici del Ssn, o che lavorano per enti convenzionati, rivestono la qualifica di pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio, quindi se l’immigrazione clandestina è reato, ed è perseguibile d’ufficio, ogni funzionario è obbligato, se ne ha notizia, a denunciare il clandestino altrimenti sarebbe lui stesso perseguibile penalmente”.

Anaoo Assomed, Cimo Asmd, Aaroi, Fp Cgil medici, Fvm, Federazionee Cisl medici, Fassid, Fesmed e Federazione medici Uil Fpl, tornano all’attacco e chiedono quindi al Parlamento “di non approvare l’emendamento che creerà non pochi problemi anche di tipo pratico in tutti gli ospedali italiani”. E, seppur non arriveranno a scioperare useranno tutti gli strumenti legali: fino “alla Corte di giustizia europea passando per la Corte costituzionale”, dicono all’unisono.

Ma Il razzismo alligna nel bel paese, a quanto pare
Ora gli italiani hanno scoperto un nuovo sport per movimentare le loro noiose notti; la caccia al non italiano. Due fratelli albanesi di 33 e 37 anni, sono stati aggrediti nel quartiere romano di Tor bella monaca da una trentina di italiani armati di mazze, bastoni, pietre. Quattro, a quanto pare erano persino armati di pistole. È successo poco prima di mezzanotte in via Paolo Ferdinando Quaglia del quartiere popolare di Roma, già teatro di episodi di razzismo: venti giorni fa, sette bottiglie molotov furono lanciate contro un negozio di articoli locali per la comunità dei romeni. “Romeni – come si leggeva nelle scritte che sono comparse successivamente sui muri della zona – che hanno infestato il quartiere”.

Le vittime hanno raccontato che stavano passeggiando in strada quando sono stati accerchiati da quattro ciclomotori e quattro autovetture. Dalle auto sono scesi circa 30 uomini, tutti italiani, i quali hanno chiesto ai due se fossero romeni. I due fratelli hanno avuto solo il tempo di spiegare che erano di nazionalità albanese quando sono stati colpiti con bastoni e pietre. Soccorsi dagli agenti, i due stranieri hanno però rifiutato le cure mediche e non hanno fornito nessuna indicazione utile per risalire agli aggressori.


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