Berlusconi, il buon pastore

Inserito da redazione il 22 gennaio 2009 nella categoria Senza categoria
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Franco Bechis su Italia Oggi del 22 gennaio 2009: “A meno di un mese dalle elezioni per il rinnovo del consiglio regionale sardo e la scelta del nuovo presidente, Silvio Berlusconi (a sinistra in un fotomontaggio di Italia Oggi) si è inventato un nuovo aiutino per la popolazione locale. Dopo avere intimato all’Eni di richiamare al lavoro dal primo febbraio i dipendenti del polo chimico di Porto Torres e dintorni, ieri sera in senato è approdato a firma del governo un emendamento al decreto milleproroghe destinato a fare tirare un sospiro di sollievo ad allevatori ed agricoltori dell’isola. Saranno sospesi infatti anche con effetto retroattivo fino al 31 luglio prossimo i pignoramenti e le riscossioni nei loro confronti promossi dalle banche creditrici che avevano fornito credito agevolato………


PERDAS DE FOGU

Inserito da redazione il 4 gennaio 2009 nella categoria Senza categoria
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copertina libroNel novembre scorso è uscito in libreria «Perdasdefogu» Edizioni e/o, 175 pagine, 15 euro. Il romanzo/inchiesta  di Massimo Carlotto assieme al collettivo di scrittori uniti nella sigla Mama Sabot è il risultato di un’approfondita inchiesta sull’inquinamento bellico da nanoparticelle  sugli animali nella zonadel Poligono Interforze  Salto di Quirra – Capo San Lorenzo in Sardegna. Un’indagine mozzafiato con una trama fitta di colpi di scena, una denuncia coraggiosa dei giochi sporchi che ambienti politici e militari fanno a danno della nostra salute e sicurezza.
Sul sito web di Massimo Carlotto sono disponibili le prime pagine del racconto
leggi maggiori informazioni sul sito di Massimo Carlotto
guarda il video promozionale  di Enrico Spanu su YouTube:


ETNIKA dance opera a Bologna lunedì 15 dicembre

Inserito da redazione il 11 dicembre 2008 nella categoria Senza categoria
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Elena Ledda

La tournèe di Etnika-Dance opera in un atto unico di Mvula Sungani e Mauro Palmas arriva a Bologna lunedì 15 dicembre 2008 alle 20,45 al Teatro Duse di via Cartoleria 42. Lo spettacolo, voluto dalla Regione Autonoma della Sardegna e prodotto dal Consorzio Circuiti dello Spettacolo in Sardegna con la regia e coreografie di Mvula Sungani e musiche di Mauro Palmas porterà in scena Mauro Palmas (mandole) Emanuela Bianchini (danza), Eleonora Giua (voce), Luigi Lai (launeddas), Elena Ledda (canto) accompagnati dalla Compagnia Mvula Sungani, da Marcello Peghin (chitarre) Riccardo Leone (pianoforte) Silvano Lobina (basso) Andrea Ruggeri (percussioni) e dal quartetto d’archi Archaera Strings.
L’ingresso è libero. Per informazioni e prenotazioni tel. LaRatti 06 8419458 – cell. 3382045298 – info@laratti.it


trasmissione televisiva “25 a Ora. Il cinema espanso” su La 7

Inserito da redazione il 17 novembre 2008 nella categoria Senza categoria
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25 a Ora. Il cinema espanso: terzo e ultimo week-end dedicato al nuovo cinema sardo

Venerdì 21 novembre 2008 – ore 1,30
Ospiti in studio Peter Marcias e Flavio Soriga
Peter Marcias è il regista più giovane del gruppo. Il suo primo lungometraggio, “Un attimo sospesi” (2008), deve ancora uscire nelle sale. Flavio Soriga, il più giovane della nuova leva di scrittori sardi, è autore di tre romanzi: “I diavoli di Nuraiò” (Premio Calvino), “Neropioggia” e “Sardinia Blues”.
Sabato 22 novembre 2008 – ore 1,30
Ospiti in studio Piero Livi e Marcello Fois
Piero Livi è il primo regista sardo ad aver raccontato la società e la cultura della sua regione in film di fiction. Insieme a lui lo scrittore e sceneggiatore Marcello Fois, autore di ottimi romanzi come “Ferro recente”, “Picta”, “Nulla”, la trilogia “Sempre caro”, “Sangue dal cielo” e “L’altro mondo”, “Dura madre”, “Memoria del vuoto”.


intervista barbarica a Renato Soru

Inserito da redazione il 16 novembre 2008 nella categoria Senza categoria
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 Renato Soru intervistato da Daria Bignardi su “la 7″


per la creazione di un comitato contro le basi militari

Inserito da redazione il 16 novembre 2008 nella categoria Senza categoria
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In Sardegna le basi militari sono una realtà. Dovrebbe essere perciò una realtà il controllo sulle loro attività. Vi segnaliamo questa nota su un’assemblea popolare svoltasi questo 15 novembre a Decimomannu dove, appunto, si trova una delle tante basi Nato in Sardegna. Ecco il testo:

Decimomannu, sabato 15 novembre San Sperate, Biblioteca (sala Anselmo / Spiga) – p.zza parrocchia, strada per villasor/
VIDEOPROIEZIONE E A SEGUIRE DIBATTITO. PER LA CREAZIONE DI UN COMITATO CONTRO LE BASI ALL’INTERNO DI UN CIRCUITO ANTIMILITARISTA SARDO

Mentre continuano esercitazioni, soprusi, inquinamento, espropri e chi più ne ha più ne metta, da parte degli eserciti in Sardegna, il problema delle basi sta tornando al centro dell’attenzione delle popolazioni interessate.

L’ESERCITAZIONE
Dopo la “Spring Flag” dello scorso aprile i cieli di Decimomannu e paesi limitrofi fanno da scenario all’ennesima esercitazione NATO ( Trial Imperial Hammer edizione 2008), finalizzata all’ampliamento delle attività di intelligence antiterrorismo. La guerra elettronica (questa volta i vertici militari ci hanno risparmiato l’uso di armamenti reali) contro i terroristi vede partecipare dal 30 settembre 15 nazioni e 10 organizzazioni NATO, per un totale di circa 1300 militari di cui 800 italiani. Impossibile dimenticare gli incidenti provocati da questo tipo di esercitazioni.

GLI INCIDENTI

Per ricordare solo i più recenti:
23 maggio 2001: una barca da pesca viene affondata da un missile partito dalla base di Decimomannu-Capo Frasca.
14 0ttobre 2005: strage evitata per miracolo, un caccia AMX appena decollato rischia di precipitare sul paese a causa di un guasto al motore in fase di decollo. Solo grazie all’abilità del pilota riesce un atterraggio di fortuna in aeroporto. La cosa si viene a sapere solo nel gennaio 2008 per via di un’onorificenza concessa dal presidente della repubblica al pilota. Nulla era mai stato comunicato alla popolazione.
20 ottobre 2005: un cacciabombardiere AMX diretto a Capo Frasca ha un’avaria subito dopo il decollo, il pilota scarica carburante e munizioni e dirige l’aereo in una zona di campagna, prima di lanciarsi con il paracadute. Strage evitata per un soffio: l’aereo senza controllo ha sfiorato case di campagne e contadini al lavoro sui campi prima di schiantarsi in un campo di carciofi a Decimoputzu.
La notte tra il 22 e il 23 maggio 2006 due aerei caccia monoposto F16 dell’aereonautica militare italiana decollati dalla base militare di Decimomannu si sono scontrati in volo e sono precipitati vicino a Capo Ferrato. E’accaduto durante una missione di addestramento nell’ambito dell’esercitazione multinazionale “Spring Flag 2006”.


oiamamma

Inserito da redazione il 12 novembre 2008 nella categoria Senza categoria
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Il duo OIAMAMMA formato da Adele Madau al violino e Roberta Montisci alla fisarmonica suonerà questo sabato 15 novembre – ore 22 – al Fienile Fluo di via  Paderno 9 a Bologna – per informazioni tel 338 5668169
Il repertorio comprende musiche originali dal vago sapore New Age ed etno-jazz con il suono acustico e raffinato della musica classica, standard jazz , musiche popolari e musiche da film.
http://www.myspace.com/oiamamma


Lame a foglia d’oltremare al M.E.I. di Faenza

Inserito da redazione il 10 novembre 2008 nella categoria Senza categoria
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Lame a foglia d’oltremare è un progetto musicale/letterario nato a Bologna nel 2004 e attivo già da allora anche in Sardegna. Ideato e portato avanti da cinque musicisti provenienti da diverse zone dell’isola, esso si è sviluppato durante questi anni in forma di gruppo musicale e di spettacolo, ma ha sempre conservato, durante la sua evoluzione, il carattere laboratoriale e di produzione del proprio lavoro. L’idea portante è quella di creare un dialogo vivo tra la Sardegna e le culture del mondo utilizzando la musica e la poesia.
Lame a foglia d’oltremare parteciperanno al MEI – Meeting Etichette Indipendenti a Faenza il prossimo 29 novembre.
www.lameafoglia.it    –     www.myspace.com/lameafoglia


il metodo Cossiga

Inserito da redazione il 1 novembre 2008 nella categoria Senza categoria
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Su la Repubblica di questi giorni è uscito un interessante articolo di Curzio Maltese su alcuni episodi accaduti a margine di una delle manifestazioni di protesta contro il decreto di riforma della scuola del ministro Gelmini. Non sarebbe male rifletterci un po’. Ecco il testo dell’articolo.

Un camion carico di spranghe e in piazza Navona è stato il caos
La rabbia di una prof: quelli picchiavano e gli agenti zitti
di CURZIO MALTESE
AVEVA l’aria di una mattina tranquilla nel centro di Roma. Nulla a che
vedere con gli anni Settanta. Negozi aperti, comitive di turisti, il
mercatino di Campo dè Fiori colmo di gente. Certo, c’era la manifestazione
degli studenti a bloccare il traffico. “Ma ormai siamo abituati, va avanti
da due settimane” sospira un vigile. Alle 11 si sentono le urla, in pochi
minuti un’onda di ragazzini in fuga da Piazza Navona invade le bancarelle di
Campo dè Fiori. Sono piccoli, quattordici anni al massimo, spaventati,
paonazzi.

Davanti al Senato è partita la prima carica degli studenti di destra. Sono
arrivati con un camion carico di spranghe e bastoni, misteriosamente
ignorato dai cordoni di polizia. Si sono messi alla testa del corteo,
menando cinghiate e bastonate intorno. Circondano un ragazzino di tredici o
quattordici anni e lo riempiono di mazzate. La polizia, a due passi, non si
muove.

Sono una sessantina, hanno caschi e passamontagna, lunghi e grossi bastoni,
spesso manici di picconi, ricoperti di adesivo nero e avvolti nei tricolori.
Urlano “Duce, duce”. “La scuola è bonificata”. Dicono di essere studenti del
Blocco Studentesco, un piccolo movimento di destra. Hanno fra i venti e i
trent’anni, ma quello che ha l’aria di essere il capo è uno sulla
quarantina, con un berretto da baseball. Sono ben organizzati, da gruppo
paramilitare, attaccano a ondate. Un’altra carica colpisce un gruppo di
liceali del Virgilio, del liceo artistico De Chirico e dell’università di
Roma Tre. Un ragazzino di un istituto tecnico, Alessandro, viene colpito
alla testa, cade e gli tirano calci. “Basta, basta, andiamo dalla polizia!”
dicono le professoresse.

Seguo il drappello che si dirige davanti al Senato e incontra il funzionario
capo. “Non potete stare fermi mentre picchiano i miei studenti!” protesta
una signora coi capelli bianchi. Una studentessa alza la voce: “E ditelo che
li proteggete, che volete gli scontri!”. Il funzionario urla: “Impara
l’educazione, bambina!”. La professoressa incalza: “Fate il vostro mestiere,
fermate i violenti”. Risposta del funzionario: “Ma quelli che fanno violenza
sono quelli di sinistra”. C’è un’insurrezione del drappello: “Di sinistra?
Con le svastiche?”. La professoressa coi capelli bianchi esibisce un grande
crocifisso che porta al collo: “Io sono cattolica. Insegno da 32 anni e non
ho mai visto un’azione di violenza da parte dei miei studenti. C’è gente con
le spranghe che picchia ragazzi indifesi. Che c’entra se sono di destra o di
sinistra? È un reato e voi dovete intervenire”.

Il funzionario nel frattempo ha adocchiato una telecamera e il taccuino: “Io
non ho mai detto: quelli sono di sinistra”. Monica, studentessa di Roma Tre:
“Ma l’hanno appena sentito tutti! Chi crede d’essere, Berlusconi?”. “Lo vede
come rispondono?” mi dice Laura, di Economia. “Vogliono fare passare
l’equazione studenti uguali facinorosi di sinistra”. La professoressa si
chiama Rosa Raciti, insegna al liceo artistico De Chirico, è angosciata: “Mi
sento responsabile. Non volevo venire, poi gli studenti mi hanno chiesto di
accompagnarli. Massì, ho detto scherzando, che voi non sapete nemmeno dov’è
il Senato. Mi sembravano una buona cosa, finalmente parlano di problemi
seri. Molti non erano mai stati in una manifestazione, mi sembrava un
battesimo civile. Altro che civile! Era stato un corteo allegro, pacifico,
finché non sono arrivati quelli con i caschi e i bastoni. Sotto gli occhi
della polizia. Una cosa da far vomitare. Dovete scriverlo. Anche se, dico la
verità, se non l’avessi visto, ma soltanto letto sul giornale, non ci avrei
mai creduto”.

Alle undici e tre quarti partono altre urla davanti al Senato. Sta uscendo
Francesco Cossiga. “È contento, eh?” gli urla in faccia un anziano
professore. Lunedì scorso, il presidente emerito aveva dato la linea, in un
intervista al Quotidiano Nazionale: “Maroni dovrebbe fare quel che feci io
quand’ero ministro dell’Interno (…) Infiltrare il movimento con agenti
pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti
devastino le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle
sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto della polizia. Le
forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e
mandarli tutti all’ospedale. Picchiare a sangue, tutti, anche i docenti che
li fomentano. Magari non gli anziani, ma le maestre ragazzine sì”.

È quasi mezzogiorno, una ventina di caschi neri rimane isolata dagli altri,
negli scontri. Per riunirsi ai camerati compie un’azione singolare, esce dal
lato di piazza Navona, attraversa bastoni alla mano il cordone di polizia,
indisturbato, e rientra in piazza da via Agonale. Decido di seguirli ma
vengo fermato da un poliziotto. “Lei dove va?”. Realizzo di essere
sprovvisto di spranga, quindi sospetto. Mentre controlla il tesserino da
giornalista, osservo che sono appena passati in venti. La battuta del
poliziotto è memorabile: “Non li abbiamo notati”.

Dal gruppo dei funzionari parte un segnale. Un poliziotto fa a un altro:
“Arrivano quei pezzi di merda di comunisti!”. L’altro risponde: “Allora si
va in piazza a proteggere i nostri?”. “Sì, ma non subito”. Passa il vice
questore: “Poche chiacchiere, giù le visiere!”. Calano le visiere e
aspettano. Cinque minuti. Cinque minuti in cui in piazza accade il
finimondo. Un gruppo di quattrocento di sinistra, misto di studenti della
Sapienza e gente dei centri sociali, irrompe in piazza Navona e si dirige
contro il manipolo di Blocco Studentesco, concentrato in fondo alla piazza.
Nel percorso prendono le sedie e i tavolini dei bar, che abbassano le
saracinesche, e li scagliano contro quelli di destra.

Soltanto a questo punto, dopo cinque minuti di botte, e cinque minuti di
scontri non sono pochi, s’affaccia la polizia. Fa cordone intorno ai
sessanta di Blocco Studentesco, respinge l’assalto degli studenti di
sinistra. Alla fine ferma una quindicina di neofascisti, che stavano
riprendendo a sprangare i ragazzi a tiro. Un gruppo di studenti s’avvicina
ai poliziotti per chiedere ragione dello strano comportamento. Hanno le
braccia alzate, non hanno né caschi né bottiglie. Il primo studente,
Stefano, uno dell’Onda di scienze politiche, viene colpito con una
manganellata alla nuca (finirà in ospedale) e la pacifica protesta si
ritrae.

A mezzogiorno e mezzo sul campo di battaglia sono rimasti due ragazzini con
la testa fra le mani, sporche di sangue, sedie sfasciate, un tavolino zoppo
e un grande Pinocchio di legno senza più una gamba, preso dalla vetrina di
un negozio di giocattoli e usato come arma. Duccio, uno studente di Fisica
che ho conosciuto all’occupazione, s’aggira teso alla ricerca del fratello
più piccolo. “Mi sa che è finita, oggi è finita. E se non oggi, domani. Hai
voglia a organizzare proteste pacifiche, a farti venire idee, le lezioni in
piazza, le fiaccolate, i sit in da figli dei fiori. Hai voglia a rifiutare
le strumentalizzazioni politiche, a voler ragionare sulle cose concrete. Da
stasera ai telegiornali si parlerà soltanto degli incidenti, giorno dopo
giorno passerà l’idea che comunque gli studenti vogliono il casino. È il
metodo Cossiga. Ci stanno fottendo”.
(30 ottobre 2008)


a Capoterra c’è bisogno di volontari

Inserito da redazione il 24 ottobre 2008 nella categoria Senza categoria
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da “Ad maiora” pubblichiamo:

“A Capoterra e dintorni si cammina ancora nel fango. Ci sono ancora alcuni dispersi, c’è tanto dolore e tanta disperazione. Le forze locali da sole non ce la fanno. C’è bisogno di volontari che si rechino sul posto per dare una mano, sia a risollevare la situazione che a dare conforto.“ Questo il messaggio lanciato da alcuni cittadini delle zone devastate dal nubifragio di ieri mattina. Chiunque voglia rendersi utile può recarsi a Capoterra e dirigersi direttamente nella scuola di via Amendola, dove la Protezione civile smisterà i volontari.
E’ importante ricordare che – visti i danni subiti dalla strada statale 195 – l’unica via per arrivare a Capoterra è quella della zona industriale di Macchiareddu. Per informazioni il numero di telefono dell’unità di crisi è 070 7239233.