In Sardegna in questo periodo non si fa altro che leggere notizie di aziende che chiudono. L’ultima a crollare è l’Alcoa che ha deciso di chiudere mandando a spasso i cinquecento occupati e gli altri cinquecento dipendenti delle imprese esterne. “La vertenza Alcoa deve essere percepita come una vertenza nazionale alla stregua di quanto avvenuto per situazioni analoghe”, spiega il presidente della Regione Sardegna, che sottolinea: “L’importanza strategica del polo dell’alluminio sarà portata anche all’attenzione del presidente Monti durante l’incontro fissato per tutte le Regioni del Sud il 17 gennaio”. Certo è che il presidente Cappellacci, può dire e scrivere ciò che vuole, ma non cambierà nulla: quello che sta accadendo inesorabilmente in questi anni è che l’intero comparto industriale della Sardegna lo stanno mettendo in disarmo e nessuno, ma proprio nessuno, ha intenzione di cambiare la rotta. E non la vogliono cambiare semplicemente perché non possono.






